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Acthnici

Gli acthnici sarebbero degli spiriti del fuoco, ovvero degli elementali.
fuoco
Citati da Paracelso*, appartengono alla specie delle salamandre.

In questo caso bisogna sottolineare come la parola “salamandra” non va intesa in senso letterale, è semplicemente il nome dato alla categoria degli elementali del fuoco, che poi possono prendere varie forme, non sempre appunto di salamandra.

Gli acthnici appaiono come dei globi indistinti. Possono galleggiare sull'acqua, e a volte sono visibili come lingue di fuoco sugli alberi e i cordami delle navi. In questa forma sarebbero quindi identificabili con i “fuochi di Sant'Elmo”.

Il loro nome sarebbe quello dei “deva”, ovvero demoni indù, del fuoco, ai quali in passato sarebbero anche stati sacrificati dei tori.

Il greco possiede una parola molto simile, attinente con il fuoco e l'energia: aktís, (genit. aktînos) significa "raggio" (da cui "attinia" e "attinidi").

L'acthna (per cui vale la stessa nota a fondo pagina) sarebbe un invisibile fuoco sotterraneo, che rappresenterebbe un certo stato dell'anima della terra. Eruzioni vulcaniche e terremoti sarebbero tra l'altro manifestazioni di questa energia.

L'acthna sarebbe collegato con il “grande serpente” Vasuki (Vasuki Nagaraja è il re dei serpenti) della mitologia indù.

*l'unica fonte in cui ho trovato questo termine è il volume “The Life of Paracelsus and the Substance of his Teachings” (1886) di Franz Hartmann, rosicruciano, teosofo ed occultista. Alla voce “Achtnici” vi sono anche note di Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica. In mancanza di riscontri ulteriori, negli scritti originali di Paracelso o in altri luoghi, chiedo di prendere tutta questa pagina con il beneficio d'inventario.

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