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Allattamento maschile

fatti mandare dal papà a prendere il latte...

una storia poco conosciuta ma diffusa in molte culture, dove mito e leggenda, fantasia e fisiologia si incontrano

Avolte, studiando un mito, ci si può accorgere che è molto più vicino alla realtà di quanto non si pensi.

È questo il caso dell'allattamento maschile, concetto che ai più potrà sembrare un assurdo, possibile solo in qualche fiaba.

Nell’immaginario e nelle tradizioni popolari questo tema, anche se non conosciutissimo, si trova un po’ ovunque. In provincia di Belluno, ad esempio, è presente il culto di S. Mamante, che secondo la leggenda un giorno camminando per un sentiero di montagna trovò un neonato abbandonato fra i cespugli. Non sapendo come sfamarlo pregò il Signore. Improvvisamente gli si gonfiò il petto e poté allattare il bambino. Questo santo è venerato anche in altre parti d'Italia; storicamente tale personaggio (conosciuto anche con il nome di Mammante, Mammano, Mammas o Mammete), corrisponderebbe a S. Mama di Cesarea, (città della Cappadocia, nell'attuale Turchia), martire del III secolo, molto popolare nella chiesa d'Oriente.



immagine a dir poco eccezionale di un Zeus con sei seni

Storie simili si possono trovare in numerosi paesi, tra i quali l'Irlanda e l'Islanda. Vi è una raffigurazione di Zeus nel tempio di Labranda (o Labraunda) in Asia Minore in cui è dotato di sei mammelle disposte a triangolo.

In alcune versioni di queste storie e di questi miti il latte sgorgherebbe dalla barba anziché dal seno.

In una versione della fiaba di "Pollicino" il minuscolo protagonista viene allattato per sei anni da un gigante buono, così che da piccolo come un pollice diventa grande e forte come un gigante.






uomo con i capezzoli nella barba

Al di fuori del mito e della leggenda, di allattamento maschile si parla in un editto del 1728 dell'imperatore cinese K'ang hi, dove vengono citati tre casi di allattamento da parte di uomini; vi sono anche casi recenti, per quanto sporadici, che confermerebbero questa possibilità.

Il medico e naturalista Thomas Bartholin (1616-1680) riferisce di un uomo che produceva latte.

L’esploratore e naturalista Alexander von Humboldt (1769-1859) cita il caso, confermato anche da vari testimoni, di un indio di 32 anni, che avendo la moglie malata allattava il figlio.

Se ne parla nel Talmud, e anche Tolstoj ne tratta in un breve aneddoto nel romanzo "Anna Karenina".

Chissà cosa direbbero i freudiani di tutti questi maschi che allattano.

Dyacopterus spadiceus. Per osservare correttamente l'immagine, capovolgere lo schermo

Nel regno animale sin dai tempi di Aristotele si conoscono casi di maschi di capra che allattano i piccoli, mentre in un tipo di pipistrello della Malesia, la volpe volante di Dayak ("Dyacopterus spadiceus"), spesso il maschio affianca la femmina nell'allattamento.

Parlando di non mammiferi, particolare è il caso dei Columbidi, famiglia di uccelli che comprende circa 300 specie, tra cui i comuni piccioni (Columba livia), e tortore (Streptopelia turtur). Questi uccelli secernono una specie di latte dalla mucosa del gozzo per alimentare i piccoli nei primi giorni di vita, e in questo compito si alternano il maschio e la femmina.

Fra i primi casi scientificamente studiati di crescita del seno e secrezione lattea nel maschio umano vi sono quelli riscontrati tra i prigionieri di guerra nella seconda guerra mondiale, tra cui i sopravvissuti ai campi nazisti e i soldati americani al ritorno dalla guerra in Corea e in Vietnam. Addirittura 500 casi furono osservati tra i reduci dei campi giapponesi. Una spiegazione è che la fame protratta riduce la funzionalità delle ghiandole che producono gli ormoni, ed il fegato stesso in tali condizioni contribuirebbe a distruggere gli ormoni. Funzioni che fortunatamente vengono rapidamente recuperate non appena la nutrizione torna normale.

Forte stress, attività fisica intensa e scarsità di cibo sono fattori che combinati assieme possono portare alla produzione di latte nell’uomo.

La stessa azione viene prodotta anche da alcuni trattamenti ormonali, come quelli per il cancro alla prostata e gli ormoni che vengono presi dai transessuali maschi per cambiare sesso.

Sempre per motivi ormonali i neonati di ambedue i sessi possono per un breve periodo avere il seno ingrossato e secernere latte (che viene chiamato popolarmente “latte di strega”), a causa degli ormoni – tra cui la prolattina – prodotti dal corpo materno appunto per prepararsi all’allattamento, e che passano attraverso la placenta.

Secondo Robert Greenblatt, Professore Emerito di endocrinologia presso il Medical College of Georgia, può essere sufficiente che un neonato succhi il seno paterno per qualche settimana affinché il corpo maschile possa produrre latte.

Se c'è qualche neopapà intraprendente tra i lettori mi sappia dire com'è andata.

Vi sono casi - un po’ meno sorprendenti ma analogamente interessanti - di donne in grado di allattare anche in periodi lontani dal puerperio.

A parere di alcuni studiosi queste capacità si manifestano più facilmente in seno (è il caso di dirlo) a popolazioni "primitive" e non troppo "civilizzate" come noi.

Bibliografia

"Latte di padre", Roberto Lionetti, Grafo edizioni, 1984.

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