versione accessibilevai al contenuto
Bazar del Bizzarro
in bizzarro veritas
www.bazardelbizzarro.net

Amok

correre per uccidere

L'amok è una sorta di follia omicida, studiata scientificamente per la prima volta dallo psichiatra Emil Kraepelin (1856-1926) in Malesia. I “corridori di amok”,
il giustiziere amok, albo 1946 circa il "celebre" giustiziere Amok. Proprio mentre redigevo questo pezzo ne stavo realizzando anche uno sui "blemmi" (poi vi raccomando dateci un'occhiata). La maglia ghignante dell'eroe lo rende un perfetto blemma, in particolare nel caso qualche suo avversario colpito da amok gli tagliasse la testa con un machete.
come erano chiamate le persone che ne erano colpite, si mettevano improvvisamente a correre, armate di machete, tentando di uccidere tutti quelli che incontravano, uomini e bestie. Passato il raptus, queste persone non ricordavano nulla. “Amok!” era la parola che gridavano mentre correvano.

Pare che tale assurdo comportamento traesse origine da una sorta di protesta verso le condizioni di vita e i soprusi subiti, e per molti questi personaggi erano considerati degli eroi, perché avevano il coraggio di ribellarsi. In genere però l’amok era il risultato combinato di miseria, traumi, depressione ed ignoranza. L’amok colpisce praticamente solo persone di sesso maschile, e in certi periodi vi sono state piccole “epidemie” di questo disturbo.

Emil Kraepelin classificò questo comportamento come una malattia mentale vera e propria, lettura che poi è stata contestata da autori successivi, che definirono l’amok una manifestazione, cioè una sindrome, legata alla cultura e alle problematiche locali.

In lingua malese troviamo le parole “mengamuk” (attaccare a casaccio per intensa rabbia e uccidere indiscriminatamente, combattendo come in battaglia o compiendo una strage) e “pengamuk” (individuo che “corre amok”).

il giustiziere amok, albo 1946 circa un'altra copertina di Amok. Immancabile la fanciulla in pericolo, ostaggio del cattivo con turbante (o conturbante?) di turno. Chissà se quando il nostro eroe la salverà gli getterà le braccia al collo dicendo "ti amok"?

Il termine amouchi o amuco è stato riportato fin dal 1516 dai portoghesi, giunti nell’isola di Giava nello stesso anno.

In inglese esiste fin dalla metà del 1600 la locuzione “running amok”, e dal 1800 circa il termine amok è finito nei testi di medicina. In tedesco troviamo l’analogo vocabolo Amoklauf.

Amok fu il soprannome dato dagli americani ai moros, ovvero gli abitanti del sud delle Filippine, discendenti di musulmani lì arrivati verso il 1300. Gli americani invasero i territori dei moros attorno al 1900, e riuscirono a vincerli solo . I guerrieri di questa popolazione portavano una fascia rossa attorno al capo, e stringevano le estremità con lacci di cuoio per contenere il sangue. Armati di machete, riuscivano a combattere con determinazione anche con varie pallottole in corpo.

In Cambogia l'Amok è una pietanza cotta al vapore o al forno, composta a base di carne o pesce con spezie, latte di cocco e verdure, il tutto avvolto in una foglia di banano. In Laos e in Thailandia la stessa cosa viene chiamata “Mok”.

Amok è il nome della scherma zulu, un'arte marziale che si combatte con dei bastoni.

In campo musicale “Amok” è il titolo di vari album e brani di genere metal.

amok graffito su un vagone il nome di battaglia Amok eseguito da un graffitaro sul vagone di un treno

“Amok” è un fumetto italiano del 1946, il cui protagonista che dà il titolo alla serie è un giovane giavanese, che diventa il classico giustiziere mascherato in seguito al rapimento della sua fidanzata Nikita. Ne uscirono una trentina di albi, fino al 1948.

“Amok” (Der Amokläufer) è una novella di Stefan Zweig del 1922, trasposta come film nel 1927 negli Usa e nel 1934 in Francia. Stesso titolo, stesso tema per un film del 1993 diretto da Joël Farges.

“Amok” (1982) è anche un film contro l'apartheid diretto da Souheil Ben-Barka.

altri articoli:

Bazar del Bizzarro