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Coca-Cola e leggende

tra balle e bollicine

se in frigorifero trovi un potente corrosivo, una droga o un contraccettivo, bevi pure: è Coca-Cola

L a Coca-Cola
è nata nel 1886 a opera del farmacista John Pemberton, che l'aveva battezzata "Pemberton's French Wine Coca".

Da allora la bibita più famosa del mondo ne ha fatta di strada. E, come molti altri marchi internazionali ha sempre eccitato la fantasia dei suoi estimatori (o dei suoi detrattori).

Parte della sua fortuna è dovuta al nome “Coca”, e in effetti di coca ne contiene un pochina, anche se viene “decocainizzata”, quindi rappresenta una specie di placebo, giusto una scusa per mantenere il nome “Coca”. Il segreto della sua ricetta negli ultimi anni non è più così segreto, ormai sono conosciuti tutti gli ingredienti principali, tranne i famigerati “aromi”. Un altro grande “mistero” della Coca-Cola è come una semplice bevanda dolciastra e frizzante abbia potuto soddisfare il gusto di miliardi di persone di ogni razza, estrazione sociale e luogo. Tutto questo ne ha fatto un mito, un prodotto di culto, che ha creato una moltitudine di voci strane sulle sue proprietà.

Le leggende sulla Coca-Cola sono così diffuse e consolidate che è stato persino coniato il neologismo Coke-lore (sul calco di "folklore") per indicare l'insieme delle credenze su questa bevanda.

 

1 - la Coca-Cola come contraccettivo

Dagli anni '70 circola la (pericolosa) leggenda che la Coca-Cola eviterebbe le gravidanze indesiderate.

Basterebbe agitare una bottiglietta o una lattina di Coca e stapparla, e irrorare le parti intime femminili dopo il rapporto. Il rischio è quello di ottenere l'effetto opposto, dando una mano agli spermatozoi nella loro risalita. Oltretutto si spreca una Coca in un momento in cui una bibita fredda e dissetante potrebbe stare proprio bene.

 

2 - la Coca-Cola contro l'Islam

La leggenda narra come il logo della Coca-Cola inclinato, osservato allo specchio e con qualche (generoso) ritocco formerebbe le parole arabe "No a Maometto, no alla Mecca".

Una bufala colossale, perché la scritta che leggiamo ancora oggi (il logo più azzeccato di tutti i tempi, a detta di molti esperti in comunicazione pubbicitaria) fu realizzata da Frank Mason Robinson nel 1886, rielaborando il carattere "Spencerian Script". A quell'epoca non esisteva la Coca-Cola Company come la conosciamo oggi, c'era solo il farmacista Pemberton e il sopraccitato Robinson che producevano su scala artigianale questa bibita (nel primo anno sono stati venduti l'equivalente di 3200 bicchieri di Coca-Cola), quindi l'idea che i due – peraltro in epoche lontane dagli attuali disordini in Medio Oriente – ordissero un complotto contro l'Islam è quantomeno delirante.

 

3 - Aspirina e Coca-Cola

Secondo alcuni l'Aspirina e la Coca-Cola insieme formerebbero una droga, secondo altri questa strana accoppiata avrebbe un effetto afrodisiaco. Naturalmente è del tutto falso, nonostante ne parlino autorità scientifiche riconosciute in campo internazionale, come ad esempio Elio e le Storie Tese, in “Supergiovane”: “(...) per festeggiare, offro Coca-Cola con l'aspirina a tutti. -Yeah-. E fra dieci minuti voglio vedervi tutti in acido. -Yeah- (...)”. La stessa credenza è anche citata nel film "Grease".

 

4 - la Coca-Cola come agente corrosivo

 

Si tratta di una delle più famose leggende urbane in assoluto. Di solito chi la racconta parla di aver messo (lui di persona, ovviamente, come tutte le leggende urbane che si rispettino) un osso di pollo, una moneta o altro in un bicchiere, e al mattino dopo l'oggetto era completamente disciolto. Oppure, con non poca fantasia, vengono descritti gli usi "alternativi" di questa bibita: disotturare wc, togliere la ruggine (la userebbero infatti i meccanici), togliere lo smalto dalle unghie. Verrebbe usata dalla Fiat per pulire i banconi e sulle petroliere per pulire i serbatoi vuoti. Secondo una storia un po' truce un operaio della Coca-Cola Company brasiliana sarebbe caduto in una vasca piena di Coca-Cola. I suoi colleghi non si sarebbero accorti di nulla. Qualche mese dopo, svuotando la vasca, sarebbero state ritrovate solo un po' di ossa, bianchissime.

In realtà il pH (ovvero la misura dell'acidità) della Coca-Cola è di circa 2,5 e si situa a mezza strada tra l'aceto (pH 2,9) e il succo di limone (pH 2,4), circa un punto in più del succo gastrico stesso (pH 1,5-2) prodotto dallo stomaco. Ricordiamo qui che il pH è una scala logaritmica, e più è basso il pH più l'acidità è alta. In conclusione, ciò significa quindi che la Coca-Cola ha un'acidità circa 10 volte minore del succo gastrico. Per questo la Coca-Cola non può forare lo stomaco né può servire da antiruggine o disincrostante.

Non ho mai sentito di ditte di pulizia che acquistino quantità industriali di Coca-Cola, e a quanto ne so nei penitenziari non vige alcun divieto attorno a questa bevanda, perché se fosse vero che è così corrosiva sarebbe usata dai carcerati per corrodere le sbarre delle loro celle.

Senza contare un altro fattore di cui di solito non si parla nel famoso esperimento dell'oggetto nel bicchiere: quando uniamo un acido con una base (che è quello che succede quando mettiamo una manciata di chiodi o il famoso osso di pollo nella Coca-Cola), si produce anidride carbonica e si forma un sale (sali di calcio nel caso dell'osso, sali di ferro nel caso dei chiodi), che precipita sul fondo o resta in sospensione nel liquido. Dopo un certo tempo la soluzione nel bicchiere diventerà neutra, quindi l'acido avrà perso il suo potere corrosivo. Quindi se vogliamo continuare a corrodere l'oggetto dovremo gettare l'acido esausto e versarne di nuovo, ripetendo l'operazione fino ad ottenere l'effetto voluto. Se usate la Coca-Cola armatevi di tanta pazienza e di qualche centinaio di bottiglie. La Coca-Cola Company ringrazierà.

ecco come rischiano di finire i bevitori di Coca-Cola (da una "mitica" figurina dei "mitici" Sgorbions)
Alla lunga bere Coca-Cola senza lavarsi i denti può rovinare lo smalto e produrre carie. Ma probabilmente l'effetto è dovuto più agli zuccheri (che tramite i batteri del cavo orale si trasformano in acidi) che all'acido ortofosforico in sé, che è contenuto in quantità pari a 325 milligrammi/litro (quindi meno dello 0,3 per mille).

Niente di così drammatico come parrebbe da certi testi allarmistici che si leggono in giro. Senza contare che gli stessi effetti dovrebbero essere prodotti dalla Pepsi Cola e da tutte le relative imitazioni, nonché da tutte le bibite gassate, visto che la loro composizione è pressoché identica. Per non parlare degli atroci effetti che dovrebbero fare la frutta, i pomodori, il succo di limone e l'aceto: l'umanità si sarebbe estinta da un pezzo per scioglimento.

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