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Mixotricha paradoxa

simbiosi, che passione!

Le strane caratteristiche di un protozoo che vive nell'intestino delle termiti

Il Mixotricha paradoxa è un protozoo che vive in simbiosi con la termite australiana Mastotermes darwiniensis.
esemplari della termite Mastotermes darwiniensis magnifici esemplari (be', a qualcuno piacciono) della termite Mastotermes darwiniensis. Come nota a margine ricordo che la pronuncia corretta è "tèrmite", perché "termìte" è una specie di esplosivo
A forma di pera, è lungo 500 μm (ovvero mezzo millimetro) e largo 250 μm. Vive ospite nell'intestino della termite, cui permette la digestione della cellulosa del legno di cui si nutre.

Ma la cosa più sorprendente è che a sua volta il Mixotricha è in simbiosi con altri esseri.

Davvero unico il suo mezzo di locomozione: di suo il protozoo possiede quattro flagelli anteriori, ma questi servono per lo più per dirigere il movimento che per muoversi.

il protozoo Mixotricha paradoxa questo fustacchione è il protozoo Mixotricha paradoxa

Per spostarsi usa una miriade di flagelli laterali, che osservati attentamente si rivelano essere esemplari di Treponema spirochetes (tra i 5 e i 15 μm di lunghezza e i 0,1 e i 0,2 μm di larghezza), dei batteri che vivono nell'intestino delle termiti. Tali batteri si ancorano alle creste della superficie del protozoo e si muovono in continuazione, permettendo la locomozione del Mixotricha. Il

la “pelle” del Mixotricha, dove si possono vedere le creste e le valli in cui si ancorano le spirochete la “pelle” del Mixotricha: si possono vedere le creste e le valli dove si ancorano le spirochete
Mixotricha se ne porta a spasso (o meglio, viene portato a spasso da) circa 250000 di questi simpaticoni. Altri batteri, i Canaleparolina darwiniensis (circa 0,5 μm di larghezza per 25 μm di lunghezza), diverse migliaia, sono disposti sulla superficie del Mixotricha con analoghe funzioni. Spesso è presente anche un terzo tipo di batterio. All'interno del Mixotricha invece si trovano dei batteri sferici che fungono da mitocondri, di cui il Mixotricha è sprovvisto. Tecnicamente quest'ultima forma di simbiosi è definita “endosimbiosi”.

Proprio a causa del suo estremo adattamento simbiotico, il Mixotricha possiede all'interno di sé cinque genomi, ovvero è quello che si definisce “poliploide” (le cellule umane, per fare un esempio, sono per lo più diploidi, perché contengono due copie di ogni cromosoma, tranne le cellule riproduttive che sono aploidi, ovvero contengono una sola copia di ogni cromosoma).

Non stupisce che alcuni ricercatori hanno eletto questo esserino a simbolo della simbiosi stessa.

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