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Triangolo delle Bermude

Il triangolo maledetto (ma non per gli scrittori di bestseller)

Sono stati scritti fiumi di libri sul famoso “triangolo maledetto delle Bermude”, sono state elaborate le teorie più bizzarre ed inquietanti sul perché questo angolo di mare sarebbe così pericoloso.

il triangolo delle Bermude il triangolo delle Bermude: 1,1 milioni di chilometri quadrati!

Il condizionale non è casuale: come accade di solito nei miti di questo tipo, lo stesso verificarsi di molti incidenti è del tutto inventato o comunque molto esagerato. Ad accendere la miccia è stato in particolare il famigerato libro di Charles Berlitz “Bermuda, il triangolo maledetto” (“The Bermuda Triangle”) (1974).

Senza andare troppo in là nell’analisi (rimando ad esempio al libro di Massimo Polidoro “Grandi misteri della storia”) va fatto notare come i Lloyds di Londra e la Guardia Costiera degli Stati Uniti sono concordi nel confermare che gli incidenti nel triangolo delle Bermude — relativamente al traffico, oggi piuttosto elevato in questo braccio di mare — sono assolutamente in linea con la media mondiale.

 

Ma c’è un dato fondamentale che è stato a mio parere poco pubblicizzato: la superficie della zona in questione. I vertici di questo immaginario triangolo sono: a nord l’isola della Grande Bermuda (Long Island); a sud l’isola di Puerto Rico; a ovest l’estremo sud della penisola della Florida, con la cittadina di Fort Lauderdale (vicino a Miami). Questi tre punti delimitano un'area di 1,1 milioni di km2, tre volte e mezza l'Italia, il 2 per mille dell'intera superficie terrestre. È abbastanza naturale che in una zona così vasta siano avvenuti nel corso degli anni un bel po’ di incidenti, sia marittimi che aerei.

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