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Urina

una lunga storia gialla

L'urina – pipì per gli amici – per chi non lo sapesse è una grandissima risorsa. Con la pipì si possono fabbricare colori, esplosivi, medicine, droghe, capolavori e perfino la leggendaria pietra filosofale. Pensateci su prima di sprecarla.

Siccome questo è o dovrebbe essere un sito “serio” e rispettabile, riguardo gli aspetti sessuali e parafiliaci dell'urina rimando ad altri siti più o meno specializzati. In compenso parleremo di tutto il resto.

Agricoltura

“Urina di lupo”: non è uno scherzo, il prodotto esiste davvero! Non so se la tanica contenga davvero ciò che dichiara, e nemmeno come abbiano convinto i lupi a collaborare. In ogni caso viene venduto sul sito del produttore e su Amazon come repellente per cervi.
Per chi fosse interessato (non vi chiedo a cosa vi serve) lo trovate su http://www.deerbusters.com

Nel 1828 dal chimico tedesco Friedrich Wöhler riuscì a produrre in laboratorio l'urea, che così divenne la prima sostanza organica sintetizzata dall'uomo.

L'urea [CO(NH2)2] è, per il suo contenuto di azoto (circa il 46% in peso) un ottimo concime.

Senza finanziare le multinazionali della chimica si può usare come concime anche la semplice e naturale urina, purché diluita almeno con otto parti di acqua.

Alchimia

Nell'alchimia sono molto presenti le metafore digestive ed escretorie, questo perché l'escremento fa parte del ciclo vitale e naturale. La materia, inizialmente “bruta” e volgare, via via si affina nelle beute e nei crogioli degli alchimisti, fino a diventare oro alchemico. Per questo nelle infinite ricette per produrre l'oro e la pietra filosofale è spesso presente anche l'urina (oltre naturalmente ad altri profumati e gradevoli prodotti corporei come feci, mestruo, eccetera).

Arte

C'è un colore, il “giallo indiano”, conosciuto in Asia fin dal V secolo e diffusosi poi nel medioevo. Originario dell'India e della Persia, si otteneva dalla lavorazione della pipì di vacche allevate esclusivamente a manghi. Non credo che le povere mucche fossero particolarmente felici di una dieta così esclusiva.

Fatto sta che quest'urina, opportunamente miscelata con allume di potassio, solfato di magnesio e sali di ammonio produceva euxantato di magnesio (C19H16MgO11 *6H2O). In greco xantós vuol dire appunto “giallo”.

Tale pigmento veniva utilizzato in varie tecniche come l'olio, l'encausto, la tempera o l'acquerello, mentre non era adatto per l'affresco. Dato il suo scarso potere coprente era apprezzato per le velature. Conosciuto nell'antichità con il nome di “purrea”, è denominato anche puerì, prusi e, in inglese “indian yellow”.

Bibite

Nel 2009 è stato messo a punto il dispositivo ECLSS (Environmental Control and Life Support System, “sistema di controllo ambientale e di supporto alla vita”), che permette agli astronauti presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale di riciclare l'urina e l'acqua sporca, trasformandola in acqua potabile.

Bucato, arte tintoria e conceria

L'urina era molto sfruttata nell'antichità come fonte naturale di ammoniaca. Era per questo utilizzata da lavandai nel lavaggio degli abiti (a noi oggi sembra incredibile...) e dai tintori come mordente per i colori. Già nell'antica Roma le urine provenienti dai vespasiani venivano raccolte e vendute ai tintori. Come non bastasse poi l'imperatore Vespasiano mise pure la famosa tassa sugli omonimi cessi, quella del proverbiale “non olet”.

L'urina veniva utilizzata anche nella concia delle pelli.

Carburante

Gerardine Botte, ingegnere chimico alla Ohio University, ha condotto esperimenti sull'elettrolisi dell'urea per la produzione di idrogeno combustibile. A quanto pare gli atomi di idrogeno contenuti nell'urea avrebbero legami meno forti di quelli contenuti nell'acqua, per cui l'elettrolisi sarebbe meno onerosa (bastano tra l'altro 0,37 volt contro gli 1,23 dell'acqua). Dall'urina di 300 persone si può ottenere qualcosa come 2KW. Interessante ma non esaltante, in ogni caso è ancora lontano il momento in cui potremo installare un orinatoio al posto del serbatoio.

Rong Lan e John Irvine dell'Università di St. Andrews (Regno Unito) hanno ideato una cella a combustibile che sfrutta direttamente l'urea, senza bisogno di passare attraverso l'elettrolisi.

Droga

Vi sono varie droghe che una volta ingerite svolgono il loro potere psicoattivo, dopodiché vengono espulse con le urine tali e quali erano entrate. Una di queste droghe è l'amanita muscaria, un fungo allucinogeno. Così vi sono varie popolazioni – come quelle siberiane – presso le quali è costume bere le urine di chi ha consumato l'amanita, poiché mantengono le virtù psicoattive del fungo e permettono uno “sballo” altrettanto forte, se non maggiore, come affermano alcuni.

Alcune popolazioni si sballano facendo una vera e propria “catena della pipì”.

E c'è chi dice che la droga porta all'asocialità.

Guerra

Il nitrato di potassio, conosciuto anche come salnitro (KNO3), il nitrato di ammonio (NH4NO3) e il fosforo (P), tutti componenti degli esplosivi, un tempo venivano estratti dall'urina.

Nell'antichità il salnitro – il quale prima ancora che per le armi veniva usato per i fuochi artificiali – veniva prodotto facendo dei blocchi di cenere, letame e terra, che venivano periodicamente bagnati con urina per un anno intero. Dopodiché il tutto veniva lavato, filtrato e fatto cristallizzare.

Igiene e bellezza

Gli antichi romani utilizzavano l'urina per l'igiene dentale. Pare che la migliore fosse quella ispanica. Catullo in un verso del Carme 37 dice: “Egnati, opaca quem bonum facit barba et dens Hibera defricatus urina” (Egnazio.Ti fa bello una barba scura e la dentatura strofinata da urina spagnola), deridendo un certo Egnazio, che usava strofinarsi i denti con l'urina.

Se avete amici spagnoli e siete un po' alternativi potete dare un calcio alla Pasta del Capitano e all'Aquafresh.

Sempre i romani facevano maschere di bellezza a base di urina di asino, che pare fossero efficaci solo quando sorgeva la costellazione del Cane.

Popoli di tutto il mondo hanno usato (e qualcuno usa ancora) urina umana e animale per schiarire i capelli.

Ancora in tempi recentissimi, a terzo millennio inoltrato, è venuta fuori l'idea che l'urina di cammello faccia bene alla calvizie. Così in Yemen si vendono flaconi di urina a 4 (sì quattro) dollari all'uno. C'è chi anche la beve convinto che faccia bene al fegato. Peccato che invece – secondo i “veri” medici – l'urina costituisca un vero pugno al fegato. Per questo, e considerata l'inefficacia nei confronti della calvizie, i medici dell'Università di San'a hano ufficialmente vietato il commercio e l'uso di questo “prodotto”.

Medicina

La medicina ayurvedica, nata in India migliaia di anni fa, tra i vari rimedi annoverava l'urinoterapia, pratica chiamata anche shivambu kalpa o amaroli (amaroli è semplicemente il nome dell'urina in sanscrito). Pratica, che come vedremo alla fine, oggigiorno è stata massicciamente rispolverata.

Presso gli Aztechi oltre che come disinfettante esterno l'urina era bevuta per curare disturbi allo stomaco e all'intestino.

Giovanni Sartorio, medico e fisiologo istriano del Cinquecento, era un entusiasta sostenitore dei clisteri d'urina. Aveva anche inventato un aggeggio dotato di una cannula, con il quale il paziente stesso poteva, urinando, immettere l'urina nel proprio intestino.

Dal produttore al consumatore.

Nel Rinascimento un medico scrive "Per guarire ogni sciatica calda o fredda, humida o secca: tre serviziali da mettere un dì si e l’altro no, con decozione di varie erbe, vin bianco buono, vino cotto e orina di fanciullo…"

Nella sua “Pharmacopoeia medico-chimica sive Thesaurus pharmacologicus” lo scienziato seicentesco Giovanni Schroeder raccomanda i clisteri d'urina contro il meteorismo.

Molto conosciuta oggigiorno nel campo delle medicine alternative è l'urinoterapia, ereditata nientemeno che dalle antiche tradizioni indiane. Osservate gli scaffali delle medicine naturali e resterete sorpresi dal numero di opere sull'argomento, con titoli allettanti come “La fontana d'oro”, “Amica urina”, “Amaroli l'acqua di vita”.

Che poi non è escluso che per qualche specifico malanno un buon bicchierone di liquido giallo possa avere il suo senso, ma da qui a farne una panacea ce ne vuole.

Per i suoi entusiasti sostenitori l'urinoterapia associata al digiuno guarirebbe praticamente da ogni male, tranne probabilmente (questo non possono dirlo neanche loro) dall'alito cattivo.

L'urina, nelle varie pubblicazioni viene addirittura denominata con altisonanti nomi come "Frutto della Vita", "Nettare Celeste" o addirittura, in leggero odor di blasfemia, "Acqua Santa".

Valorizziamo i tesori che sono in noi.

A proposito: vi interessa la nota marrone?

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