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Vulcano

il pianeta di fuoco

sulle orme del fantomatico pianeta Vulcano, da Le Verrier a Star Trek

Il più antico transito di Mercurio sul disco solare fu osservato il 9 novembre del 1631, come previsto
un ipotetico pianeta vicinissimo al sole un ipotetico pianeta infuocato vicinissimo al sole
dall'astronomo e matematico Johannes Kepler. Da allora i transiti di questo pianeta sono stati osservati con regolarità, tra l'altro per confrontare il suo moto reale con quello previsto a tavolino.

Con la teoria della gravitazione universale di Isaac Newton le posizioni dei pianeti poterono essere previste con estrema precisione. Unica eccezione, Mercurio: capitò che il transito del 5 maggio 1707 fu sbagliato di un giorno e così per i passaggi successivi.

il matematico Le Verrier Urbain Jean Joseph Le Verrier

Il matematico e astronomo francese Urbain Jean Joseph Le Verrier (1811-1877), già scopritore di Nettuno in base alle anomalie del moto di Urano, nel 1849 disse di aver scoperto la causa delle anomalie nel moto di Mercurio: un piccolo pianeta interposto fra esso e il Sole. Tale pianeta avrebbe potuto essere scoperto in due modi: osservando i suoi transiti (che avrebbero dovuto essere più frequenti di quelli di Mercurio) oppure osservando le vicinanze del bordo del disco solare durante le eclissi totali.

Un certo Lescarbault, medico francese appassionato di astronomia disse a Le Verrier che il 26 marzo 1859 avrebbe osservato una macchia scura attraversare il disco del sole. Le Verrier stimò per questo corpo celeste una massa di 1/17 di quella di Mercurio, un periodo di rivoluzione di 19,7 giorni e gli diede il nome di Vulcano. La piccola massa del corpo appena "scoperto" non riusciva a giustificare le deviazioni di Mercurio, così alcuni ipotizzarono la presenza di più corpi o una fascia di asteroidi infra-mercuriali.

Diverse osservazioni da parte di astronomi parvero confermare questa scoperta. Il professor Wolf, che lavorava al centro di studio delle macchie solari a Zurigo, trovò alcune macchie "sospette" sul Sole, e un altro astronomo ne trovò di ulteriori. In totale due dozzine di macchie che parevano corrispondere con il tracciato di due orbite interne a Mercurio, una con periodo di 26 giorni, l'altra di 38.

Le Verrier previde un transito di Vulcano sul disco solare tra il 29 marzo e il 7 aprile 1870, ma nessuno riuscì a vedere nulla. Tra il 1862 e il 1876 impazzò la caccia a Vulcano, molti dissero di averlo osservato o avvistato negli anni precedenti. Le Verrier previde ancora due transiti, uno tra il 2 e il 3 ottobre 1876 e l'altro per il 22 marzo del 1877, ma anche stavolta fece un buco nell'acqua.

Dopo la morte di Le Verrier, avvenuta nel 1877, l'interesse per Vulcano in Europa si affievolì, ma negli Stati Uniti si continuò a cercarlo, tenendo d'occhio in particolare le eclissi totali di sole. Nell'eclisse del 29 luglio 1878 J.C. Watson, direttore dell'osservatorio del Michigan e un astrofilo di nome Lewis Swift (co-scopritore della cometa Swift-Tuttle, tornata nel 1992) annunciarono entrambi di aver visto il fantomatico pianeta, due gradi a sud ovest del sole, con una magnitudine di 4,5. Pare poi che i risultati dei due non coincidessero, e che in quella zona del cielo ci fosse in realtà una stella appartenente alla costellazione del Cancro.

Ci furono dispute e polemiche tra i credenti e i non credenti nell'esistenza di Vulcano, finché nel 1916, con la teoria della relatività generale di Einstein le discrepanze nell'orbita di Mercurio furono spiegate tramite effetti relativistici, causati dalla sua vicinanza con il Sole e dalla grande massa del Sole stesso.

il pianeta Vulcano di Star Trek visto dall'Enterprise uno scorcio del pianeta Vulcano della serie Star Trek visto dall'Enterprise

Ancora nel 1970-1971 alcuni astronomi annunciarono di aver rilevato vari piccoli oggetti vicino al Sole durante un eclisse totale, ma probabilmente si trattava di comete.

Quello che vide Lescarbaut fu probabilmente un asteroide che passava molto vicino alla Terra, all'interno dell'orbita terrestre. Una tipologia di asteroidi allora sconosciuto.

Alcuni astrologi contemporanei utilizzano Vulcano nei loro studi, al di là del fatto che esista o no. Il significato di questo pianeta sarebbe collegato al fuoco, fuoco di distruzione ma anche fuoco di trasformazione, alla trasmutazione alchemica, alla magia cerimoniale. Ne parlano occultisti come Alice Bailey, nel suo trattato dei 7 raggi, nonché Douglas Baker.

Ne parla anche Rudolf Steiner, chiamando “era di Vulcano” una delle grandi ere evolutive del sistema solare, ognuna delle quali sarebbe contraddistinta da un pianeta.

Il primo pianeta extrasolare, scoperto nel 1995 attorno alla stella 51 Pegasi, distante circa 47,9 anni luce, fu chiamato proprio Vulcano. Questo pianeta avrebbe una massa pari alla metà di quella di Giove ed orbita attorno alla sua stella in un orbita circolare molto stretta, a 0,052 unità astronomiche di distanza. La sua temperatura superficiale è stata stimata in 1200 gradi.

vulcan city, da un episodio di Star Trek Sembra un rione ultrapopolare progettato da Le Corbusier, invece è uno scorcio di una città vulcaniana, dove è nato Mr. Spock

Più vicina a noi e più abitabile (anche se immaginaria) si trova invece la patria di Mr. Spock, celebre vulcaniano della serie fantascientifica “Star Trek”. Il “suo” Vulcano si trova a 16 anni luce, attorno a una stella non ben precisata, ma che parrebbe essere la 40 Eridani A, un sistema stellare triplo che si trova nella costellazione dell’Eridano.

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